Visualizzazioni totali

venerdì 19 aprile 2013

Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione



Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale. A uno dei due era permesso mettersi seduto sul letto un'ora ogni pomeriggio, per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza. L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato. I due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto. 



Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra e poteva sedersi, passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno. ……. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. …….. Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. ………. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l'altro uomo non potesse ovviamente sentire la banda, ….. poteva vederla con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva.

Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su un muro bianco.


L'uomo chiese all'infermiera che cosa potesse avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra. L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro: 'Forse, voleva farle coraggio!' - disse.

*Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. 
*Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
*Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi e che il denaro non può comprare.
*Oggi è un dono! E' per questo motivo che si chiama presente. 



venerdì 25 gennaio 2013

Le Frequenze della Vita



Le Frequenze possono influenzare e riprogrammare il DNA



I suoni che posseggono determinate frequenze, hanno un potere straordinario sulla fisiologia umana grazie appunto alla forma che accoglie informazioni coerenti alle leggi della creazione universale.



Utilizzando determinate frequenze in un ambiente silenzioso si possono effettuare sedute di meditazione, training autogeno, E.F.T, pranoterapia e altre tecniche di ricerca interiore. 






Queste frequenze, che hanno un potere straordinario
e benefico sulla fisiologia umana, vengono indicate come vitali:

mercoledì 28 novembre 2012

Gli "Sbornia Bond"




    Lezione magistrale sul "sistema" 
(ovvero perché ci troviamo in questa situazione!)



 Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.

Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing,

martedì 22 maggio 2012

Noi, ... esseri umani


Terremoti, bombe davanti alle scuole, scandali, concussioni, corruzione, dirigenti gambizzati, disoccupati e imprenditori falliti che si tolgono la vita e magari prima la tolgono a figli e mogli, attentati all’Agenzia delle entrate,  lo spred, il PIL, le 'escort' nel letto del Presidente del Consiglio, feste e festini nei palazzi dello Stato che, solo per tenerli 'aperti' una notte costano quanto due anni di stipendio lordo di un operaio ben pagato (quasi tre di un impiegato di studio professionale) e giri di mignotte e spacciatori vari a fare da contorno, l’indice MibTel, il Dow Jones, le alluvioni, i titoli bancari, le agenzie di rating, il debito pubblico, l’evasione fiscale considerata un ‘peccato veniale’, le guerre tra bande di spacciatori e papponi che mettono sotto assedio le città (almeno la mia), sparatorie, accoltellamenti, rapine in villa con cadavere e/o stupro, regole di convivenza dilaniate, rispetto dell’altro: 'zero', brogli elettorali, brama di danaro, egoismo, speculazioni sulle sofferenze degli altri: malattia, vecchiaia, indigenza. Odio, razzismo, omofobia, discriminazioni, coalizioni politiche fatte per interessi vari tranne che per il bene comune. Ma esiste ancora un bene comune? - mi chiedo - Siamo ancora in grado di riconoscere che un bene comune è di tutti e come tale va tutelato e preservato al meglio, da tutti? Ridotti così, con le nostre menti e le nostre sorti affidate a giochi di: numeri, interessi giornalieri, crescita/non crescita dell’economia, sviluppo/recessione, la BCE, il FMI, i mercati in calo, la Grecia, la Spagna, i 'punti percentuale', l’Euro, la Bundesbank Tedesca, ma dove siamo finiti noi esseri umani? Noi che dovremmo essere i protagonisti di tutto questo! Miliardi di persone strette dalla morsa delle regole di una economia che va rivista (è evidente), le regole vanno rifatte, riscritte, ogni giorno in più che si tarda a fare ciò genera migliaia di morti e, quello che è peggio, uccide milioni di coscienze. Un sistema economico che per sopravvivere è obbligato a crescere ogni anno di più è praticamente condannato ad annientarsi trascinando con sé tutti noi che ne restiamo aggrappati; è un pò come se tutti noi fossimo obbligati a mangiare ogni giorno qualcosa di più del necessario, finiremmo per diventare pachidermi, ci ammaleremmo e scoppieremmo, inesorabilmente, prima o poi. Il problema più grave è che ancora, ostinatamente e ciecamente, pensiamo a questa ipotesi come una cosa lontana, tanto lontana da escludere che possa accadere a noi. Io non ne sono tanto sicuro. Tutt'altro! Se non possiamo tornare ad un ‘punto di ripristino’ dal quale ripartire con tranquillità - rubo la terminologia all'ICT visto che, forse, se non la 'smerdiamo' prima, solo la rete ci potrà salvare - tanto vale 'resettare' tutto e 'reinstallare i programmi', re-immettere i valori,  'codificati' in maniera corretta, le regole, è l’unico modo per rivedere il mondo funzionare, per rivedere un futuro. Ogni giorno che tardiamo a fare ciò alimentiamo questa sorta di 'meccanismo di autodistruzione',  utile e funzionale solo per l’avidità e l’arroganza di meno dell’1% della popolazione. Il conto alla rovescia mi sembra iniziato da tempo, sarò catastrofico, ma svegliamoci prima che sia troppo tardi!


lunedì 14 maggio 2012

Anthropology


TEATRO DI SACCO 
&
LABORATORIO TEATRALE III ATTI 2011-2012

Presentano

ANTHROPOLOGY
gli incubi peggiori di tutta l'intimità
(liberamante tratto da "Anthropology - Centouno storie di non amore" di Dan Rhodes)

di e con